PROFILO DI PAPA MONTINI
(statista mondiale)
Il Segretario Generale dell'ANPI , GIULIO MAZZON, di recente eletto Presidente dell'Opera Pia dei Bresciani in Roma, ente che ha alle sue spalle almeno cinque secoli di storia, come suo primo atto ufficiale ha promosso e voluto ricordare in Campidoglio il centesimo anniversario della nascita del Papa bresciano Paolo VI. Presenti i Sindaci di Roma Rutelli, e di Brescia, Martinazzoli, il presidente della Provincia di Brescia, Lepidi. Ha presieduto la Cerimonia il dott. Camadini Presidente dell'istituto bresciano Montini. Prolusione del Prof. Rumi dell'università statale di Milano. Presenti alte Gerarchie della Chiesa. La Sala della Protomoteca affollata tanto che i posti in piedi assiepavano le entrate ed i corridoi. Ampia eco di stampa e radiotelevisiva. Gli abbiamo proposto una intervista per chiedergli come mai un laico come lui avesse assunto tale iniziativa. Ha risposto che la Famiglia Montini non solo era stata antifascista, ma era stata anche accanto ai Combattenti della Libertà bresciani. Invece dell'intervista ci ha proposto l'articolo che pubblichiamo. " Forse riesco ad esprimermi meglio ed essere più contenuto in questa forma. Il Papa Montini é personaggio ricchissimo di contenuti spirituali e culturali e non tutti semplici da interpretare. Un'intervista non mi sembra idonea per metterli in luce."
prefazione di Lucio Cecchini
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IL GIORDANO NON ERA SOLTANTO UN FIUME PER PAOLO VI
di Giulio Mazzon
Il Vescovo Mons Giacinto Gaggia, nella Cattedrale di Brescia Ordinava sacerdote il ventitreenne Giovanni Battista Montini .Era il 23 maggio del 1920. La prima guerra mondiale appena conchiusa da un anno e mezzo. Il fascismo bussava alle porte di sua maestà il Re D'Italia per offrirsi garante contro il pericolo rosso,. Il Bolscevismo aveva preso il potere con la forza della rivoluzione, e la fucilazione dello Czar e la sua famiglia, a Mosca divenuta capitale della Terza internazionale.comunista. Avvenimenti fortemente traumatici per chiunque. Per il neo sacerdote certamente gravi ed oggetto di meditazione attenta sotto il profilo del destino della Religione, Era Papa Benedetto XV assurto al soglio pontificio nel 1914 l'anno d'inizio della Guerra Mondiale. Gli anni che vanno dal 1870 alla data della Sua nascita ( nemmeno un trentennio) avevano certamente contribuito a permeare culturalmente la famiglia dalla quale trasse alimento per la propria formazione di cittadino e di credente. I Papi che lasciarono un proprio messaggio culturale e di apostolato e che si susseguirono in quel breve arco di tempo erano : Pio IX, Leone XIII noti alla storia l'uno per la incerta vicenda risorgimentale, l'altro per l'enciclica sulla condizione operaia la 'Rerum novarum' e per il rifiuto di riconoscere < i fatti compiuti > del Risorgimento. Non era poco, per un giovane sacerdote, come bagaglio culturale sul quale meditare. Non va dimenticato che il padre fu deputato del Partito Popolare e ,quindi, in famiglia si era attenti agli avvenimenti passati e presenti. Non poteva essere diversamente. Scrisse: " A mio padre devo gli esempi di coraggio, l'urgenza di non arrendersi supinamente al male, il giuramento di non preferire mai la vita alle ragioni della vita. " come risulta da una didascalia di una fotografia del volume ' Dialoghi con Paolo VI ' che ho già citato. La Sua strada, prima di divenire Paolo VI, lo arricchì di esperienza diplomatica in particolar modo sotto l'autorità di Pio XII messa a dura prova dal Nazismo hitleriano dei campi di sterminio e del genocidio degli ebrei. La profonda cultura tedesca di questo Papa certamente ne soffrì. Montini nel 1924 intanto era risultato primo al corso di lingua e letteratura francese a Parigi con la menzione " tres honorable " . Era attirato dal modo di essere dei francesi dei quali tutto si può dire meno che non siano " razionali " in ogni forma di manifestazione della vita pubblica e privata. Ed ecco come esplodono l'esperienza ed il sapere e la cultura accumulati di Paolo VI , non più solo Montini. Benedice le acque del Giordano nel corso del pellegrinaggio, 4-6 gennaio 1964, in Terrasanta e dice: " Ho voluto fare un pellegrinaggio nei luoghi dove la Chiesa ha avuto origine, dove Pietro é stato sepolto, dove Gesù é nato, ha sofferto, é risuscitato." Secoli di anatema contro gli ebrei dichiarati deicidi vengono sepolti per l'oblio da quella benedizione che un Papa impartiva per la prima volta. Non si trattava di revisione della teologia, ma di qualcosa di più al servizio dell'uomo ovvero della Umanità. In quella occasione non celebrò soltanto le Messe doverose nella Basilica del Santo Sepolcro, nella chiesa dell'Annunciazione a Nazareth e nella Sacra Grotta di Betlehem. Ricevette la visita del Patriarca ecumenico Atenagora. Preludio della comunione in Abramo al quale si rifanno le tre fondamentali religioni monoteiste esistenti nel mondo? Si preannuncia un nuovo corso della storia ove l'ecumenismo religioso doveva divenire cultura di pace tra gli uomini. Ai tempi della guerra fredda era convinzione che se una terza guerra mondiale fosse scoppiata l'epicentro ed il focolaio erano in Europa con lo scontro frontale tra il Patto di Varsavia e la Nato, ovvero tra Oriente ed Occidente. In verità la Guerra del Golfo causata dalle intemperanze, e non solo, di Sadam ed il problema palestinese e dello Stato ebraico hanno evidenziato che la zona calda di pericolo per un possibile conflitto mondiale è lì nel Medio Oriente ove gli ebrei hanno un ruolo determinante ed i Paesi Arabi hanno influenza economica oltre che religiosa. Intuizione di Paolo VI? Certo perché quella benedizione delle acque del Giordano portano poi il Pontefice, per la prima volta anche qui, all' ONU ove chiede la cessazione di tutte le guerre in corso ( 1965 ). Nel breve giro di un anno solare due avvenimenti di portata mondiale, o meglio universale, divengono messaggio agli uomini nella speranza di modificare il corso della storia. Ho scritto uomini e devo precisare tutti :cattolici, cristiani e no e non credenti. I massacri, i genocidi, le stragi e le devastazioni della guerra coinvolgono colpevoli ed innocenti e non possono essere giustificati dalla incredibile bestemmia di chi le compie affermando che Dio é con lui. Della ottusità degli uomini non é colpevole poiché certamente non é loro simile nelle nefandezze ( questa però é mia affermazione e non deriva dalla teologia). Paolo VI non appena insediato agì con determinazione non limitandosi a semplici invocazioni di Pace. La storia ne é piena, ma costantemente funestata dalle guerre. Le due guerre mondiali che Egli aveva vissuto nessuno riuscì ad impedirle, né credenti ,né laici. Non i Cattolici e non i marxisti. Certamente nel Suo operare era presente in lui l'insegnamento della enciclica, datata 11 aprile 1963, diramata da Papa Giovanni XXIII titolata " Pacem in terris ". Questo il secolo XX° comunicava. Un Papa proponeva una rivoluzione dello spirito per operare per il bene dell'Umanità. Rivoluzione quale fu, nel mondo in cui gli schiavi erano un diritto dei vincitori, la parola di Gesù Cristo. Dunque Paolo VI camminava nel mondo avvolto dall'aurea del messaggio cristiano. Attorno a Lui missili, bombe atomiche, bombe all'idrogeno, i blocchi militari che dividevano la Terra in due condannandola alla distruzione nucleare, corsa agli armamenti con perfezionamenti sempre più sofisticati come la fusione nucleare o le possibili guerre stellari, guerre locali che nel complesso equivalevano, in danni e distruzioni e morti e feriti, alla seconda guerra mondiale. Se non si fa mente locale su questi dati di fatto non si comprende appieno l'enorme portata del messaggio che Egli racchiuse nella benedizione del Giordano. I simboli hanno la forza che intere biblioteche di discorsi o di trattati filosofici o storici non hanno. Il suo modo di procedere nelle vicende internazionali mi sembra ravvisarlo in questo passo che trascrivo e che forse rientrò nelle Sue letture francesi: " Il est bon, Monsieur, que vous sachiez ce que l'on vous doit, afin que vous ne prétendiez pas exiger des hommes ce qui ne vous est pas dù, car c'est une injustice visible:..." ( Second discours). Lo scriveva il pensatore, lo scienziato, il giansenista Pascal. Lo cito come fonte di letture di Paolo VI perché emerge dal volume di Jean Guitton pubblicato nel 1967 con il titolo " Dialoghi con Paolo VI ". Il Cardinal Montini poco prima di entrare in Conclave, da dove uscì pontefice, pronunciò in Campidoglio un discorso che dimostra esplicitamente la sua concezione dei rapporti con il mondo che comportavano una netta distinzione tra la Chiesa concepita come Stato e Chiesa concepita come comunione delle anime. La Brescia delle dieci eroiche giornate lo facevano certamente avvertito del delitto di strage voluto dalle teste coronate che si ritenevano investite da un novello spirito di crociata in nome della restaurazione antinapoleonica. Riecheggiarono certamente nelle conversazioni famigliari e degli amici le varie vicende dell'innaugurazione del monumento ad Arnaldo giustiziato come eretico e nemico della Chiesa. Il laici vollero il monumento a ricordo imperituro ad onore di un condannato innocente come scrisse l'arciprete, Don Guadagnini giansenista, di Cividate Camuno nel 1790. I cattolici lo consideravano una provocazione nei confronti della Chiesa. Furono giornate di grande tensione sociale e di scontri non soltanto orali. Il liceo statale dove il Montini conseguì la licenza portava il nome di Arnaldo ed il Montini non poteva essere considerato un distratto. Anche da quelle vicende deve aver tirato qualche ammestramento se fu possibile il discorso in Campidoglio sopra indicato. Pensiero sofferto il Suo, dunque, alla ricerca della verità al servizio dell'uomo. Mi sono soffermato sul Giordano in particolare perché ritengo che da lì é nato il nuovo corso della storia del mondo attuale. Gli uomini dimenticano troppo facilmente! Mentre scrivo ogni tanto dò un'occhiata ad un manifesto appeso alla parete del mio studio che mi rinnova le riflessioni non sempre ottimistiche sulla natura degli uomini che l'ottimismo di maniera vorrebbe sempre innocenti. Esso è il facsimile di un manifesto, con tanto di fotografia, in uso nel Far West che veniva affisso per annunciare una taglia su qualche malfattore o bandito. In quello in mio possesso c'é la fotografia con tanto di nome e cognome: Gesù Cristo. Sopra campeggia " Wanted ".Il testo dichiara i reati e le colpe. dice: Per idee sovversive,predica la povertà, la non violenza, l'eguaglianza...mal vestito, denutrito, affamato: frequenta gente comune, emarginata, é soprannominato dagli accoliti 'il Salvatore', ' Principe della Pace. ecc. ecc. Segni particolari: ferite alle mani, ai piedi, al costato, prodotte dall'ipocrisia dei suoi frateli. In rilievo a chiusura: " taglia 30 denari" Paolo VI ha fatto in modo che non si possa pensare minimamente che il messaggio cristiano possa essere vanificato e finire melanconicamente in un facsimile di manifesto che a me serve come promemoria per dirmi che le idee sono nobili e belle, ma che trovano sempre chi le ripudia anche per poco. In altre parole: Paolo VI voleva costruire un mondo di uomini liberi non acquistabili per pochi soldi. Le Sue encicliche, sulle quali non mi intrattengo, ne sono la dimostrazione eloquente in armonia con la benedizione delle acque del Giordano. Si é mosso all'interno dei grandi avvenimenti con la levità e la delicatezza che la poesia nobilissima, che gli era interiore, pareva suggerirgli. Desidero conchiudere questo articolo rifacendomi alla data del 7 dicembre 1965. La Divina Commedia di Dante Alighieri, in edizione speciale, veniva donata dal Papa a tutti i Padri del Concilio nel VII centenario della nascita del Poeta prediletto da tutti coloro che nel corso dei secoli speravano nella nascita dell'Italia costituita stato libero, indipendente ed unitario sotto un'unica bandiera. Per secoli il Poeta era restato sub judice nell'ambito della Chiesa. Fu persino sospettato di eresia. Dante non solo poeta d'italianità, ma poeta della Chiesa da quella data. Una mano tesa al mondo laico ed a quanti in Dante, guelfo, ma libero di pensiero, si identificavano nel ritenere che il potere temporale nuoccia. Lascio giudicare al lettore la portata di tale gesto. Il tutto del quale sin qui ho scritto, nella vita del Montini divenuto Papa, è avvenuto. Perché? Che senso ha? Le risposte tengano conto di questi pochi versi danteschi:
Matto é chi spera che nostra ragione
possa trascorrer la infinita via
che tiene una sostanzia in tre persone.
State contenti, umana gente, al Quia:
che se potuto aveste veder tutto,
mestier non era partorir Maria ...
Si possono leggere in Purgatorio III, canto di Manfredi orrido peccatore, bellissimo nella figura, che Dante salva dalla condanna divina forzandola dottrina cattolica del tempo. Valgono, con la dovuta variazione culturale, anche chi ha altri credi o non ne ha. Il messaggio spirituale di Paolo VI, la Sua Poesia non fatta di parole e della loro musicalità, è universale e trascende il pur importante particolare dell'origine culturale.
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