GRAN LOGGIA DI CONFERENZA

ORIENTE DI CATANIA - DEL 28.03.1998

IL II GRAN SORVEGLIANTE

ARMANDO BONELLI

 

ASSOLUTO O RELATIVO

ovvero come non battere la testa contro il muro

 

Cicerone: è facile incontrare un popolo senza case e senza mura di cinta ma non senza altare.

 

La religione nasce dalla necessità dell'uomo di sopperire alle proprie insufficienze chiamando a propria copertura o difesa una forza superiore alla sua :un dio o Dio, appunto. Da qui la necessità di descrivere il dio per cercare di capirlo e di intenderlo nella presunzione tipica dell'uomo.

La religione è un insieme di rapporti specifici tra l'uomo e gli dei o Dio.

Ogni religione intende questi rapporti in maniera singolare: ha una propria radice e non necessita di una filosofia per esistere .

È vero il contrario che fa la religione apportatrice di concetti e di idee al pensiero filosofico.

Esprimendosi, la religione, con linguaggio umano tramite categorie umane , partecipa alla trasformazione storica della comprensione umana dell'uomo e dell'essere e benché Dio o gli dei siano immutabili la religione ha una storia umana.

Ogni fede vissuta, appunto perché umana, è sensibile al mutamento storico e può essere soggetta a deviazione .

Lo studio sociale di un popolo e il suo sviluppo storico è anche lo studio della religione stessa di quel popolo.

È innegabile l'esistenza di una fenomenologia religiosa universale nello spazio e nel tempo; ogni religione è un fenomeno sociale sia nella origine che nei contenuti che nelle finalità ; causa oggettiva , universale ed eterna delle esperienze religiose è la società di cui la religione è emanazione e che ha per finalità l'amministrazione del sacro.

È la società che crea il sacro , dunque, che a sua volta da vita al culto e agli dei o al Dio .

Sacro , opposto di profano, è tutto ciò in cui la necessità di salvezza si oggettiva.

Per le religioni è importante l'appartenenza alla comunità; nell'ebraismo e nel cristianesimo, ad esempio, l'idea di "salvezza" è inseparabile da quella di appartenenza a una comunità, ovvero a un corpo di credenti: nel primo caso, il popolo di Israele; nel secondo, la Chiesa.

Come nasce una religione?

Prendiamo un uomo ai suoi albori evolutivi a contatto con i fenomeni naturali e con l'immensità del cielo: per questo essere, il sacro, è una categoria di valutazione e di interpretazione poiché , ogni fenomeno inspiegabile, lo rende consapevole di un suo stato di creatura (quindi impotente) con un conseguente stato di pavor (paura appunto)per le cose incomprensibili e misteriose ma altrettanto affascinanti .

Segue , in tale momento accrescitivo ed evolutivo, la graduale presa di coscienza del fatto che l'ordine naturale rappresenta un modello intelligente ed è accompagnato dalla sensazione di scoprire e non di inventare questo modello, già interamente conosciuto da "qualcuno", attribuito quindi a un'intelligenza diversa dalla propria: più si apprezza la complessità del modello, più ci si stupisce per l'intelligenza a essa sottesa.

È un modello , questo, primordiale, di nascita dell'uomo religioso ed è un modello da cui possiamo derivare qualsiasi religione poi evolutasi in base al luogo , al tempo e alla società in cui è nata.

Le religioni, quindi , hanno un momento genetico comune differenziato dal luogo, dal tempo.

C'è , contemporaneamente alla formazione dell'uomo religioso, la necessità di affidare ai miti la spiegazione e la storiografia dell'irrazionale .Ogni mito , in quanto umano a spiegazione del non umano è frutto del contesto.

Nelle società povere, ad esempio, basate solo sull'agricoltura e questa , a sua volta determinata dal ciclico alternarsi delle stagioni, non poteva che essere generata una religione basata sui misteri ( di allora ) scaturitisi dai fenomeni naturali che potevano decidere l'andamento di un raccolto e quindi della sopravvivenza o la fine di una società.

Il mito di Demetra ne è un classico esempio:

Quando sua figlia Persefone fu rapita da Ade, dio degli Inferi, Demetra ne fu così addolorata che trascurò le terre, sulle quali non crebbe più alcuna pianta, e la carestia si abbatté sul mondo. Sconcertato dalla situazione, Zeus chiese al fratello Ade di restituire Persefone alla madre. Questi acconsentì, ma prima di liberarla le fece mangiare i chicchi di una melagrana che l'avrebbero costretta a ritornare da lui quattro mesi all'anno. Felice di aver ritrovato sua figlia, in primavera Demetra faceva nascere dalla terra fiori, frutti e grano in abbondanza, ma in autunno, quando Persefone ritornava nel mondo sotterraneo, il suo dolore provocava la morte della vegetazione e apriva le porte all'inverno. Demetra e Persefone erano venerate nei riti dei misteri eleusini. Dalla Sicilia, il culto si propagò a Roma, dove alle due dee corrispondevano Cerere e Proserpina.

Tale mito nato in Grecia esportato a Roma si è arricchito e modificato in base alla realtà culturale ove era stato trapiantato , in seguito assimilato anche dalla religione cattolica.

Ecco come una società agricola , la cui sopravvivenza sono i frutti della terra , interpreta in maniera sacrale gli eventi ciclici delle stagioni e tutte quelle manifestazioni che possono premiare o punire una società.

Questi miti hanno accompagnato l'uomo nell'evoluzione delle religioni.

L'esempio non è a caso , poiché dai misteri eleusini, hanno preso spunto molti riti religiosi dell'area mediterranea.

Sempre a dimostrazione di unicità di origine delle religioni vi sono le gestualità di adorazione : la genuflessione , le mani giunte, le mani sul cuore. Sono gesti che ritroviamo in ogni fedele di religioni diverse.

Anche nelle manifestazioni c'è coerenza: purificazione , sacrifici, feste , consacrazioni , divinazioni che rappresentano necessità comportamentali di ogni uomo di fronte al mistero e alla potenza misteriosa.

Si hanno , perciò, delle conseguenze esteriori del sacro: gli oggetti di culto, gli atti cultuali, i calendari , feste rituali e cariche sacerdotali , benedizioni e sacrifici.

Attraverso l'analisi fenomenologica si può analizzare la storia di ogni religione, farne l'analisi sociologica e capirne l'evoluzione in base al tempo e al luogo .

Andando indietro nel tempo, possiamo trovare l'unicità della nascita delle cose e comprendere come tale unicità genetica sia spiegata da ogni religione in maniera pressoché simile: questo intende un'unicità di un Essere Superiore.

Ogni religione ha un proprio mito della creazione e, in molte, si fa riferimento ad un diluvio: ciò a dimostrazione che il cataclisma è accaduto ma è stato descritto ed interpretato soggettivamente dalle comunità religiose.

Ogni società ha modificato la religione e il sacro, primordiali, in base alle proprie necessità di interpretazione: da qui la moltiplicazione delle religioni e l'evoluzione indipendente di ognuna di esse.

Le tre grandi religioni rivelate, monoteiste, hanno origine comune : l'antico testamento eppure, attualmente, sono così antitetiche e in contrasto tra loro.

È stato l'uomo che con la sua smania interpretativa di Dio le ha rese diverse l'una dall'altra e ha fatto che la chiesa cattolica diventasse razzista definendosi DEL POPOLO PREDILETTO e condannasse quella ebraica alla persecuzione e quella islamica a quella degli infedeli.

È proprio così?

Non è vero così in maniera assoluta perché , se osservassimo la questione ,in maniera relativa, dal lato ebraico o da quello islamico , prendendo l'esempio dalla matematica, cambieremmo l'ordine dei fattori senza modificarne il risultato nel concetto. I punti di vista sono assoluti ma se ci alziamo su di un piano superiore le cose diventano relative.

La strumentalizzazione della religione da parte degli uomini e il concetto di infallibilità della propria divinità e della certezza che la propria divinità sia superiore alle altre fa nascere la decadenza della religione stessa. Non è colpa di dio o degli dei. Nessun dio può essere colpevole delle cose nefande che si compiono nel suo nome : solo l'uomo.

L'uomo, che è , sulla terra, la misura di tutte le cose, attraverso il linguaggio, da egli creato, da spiegazione di tutto e a tutto vuole dare significato ma tanto l'uomo tanto il suo linguaggio sono perfettibili e passibili di errore.

La religione è l'espressione più nobile di una società; il guaio che essa è in mano all'uomo e le idee camminano sulle gambe dell'uomo che se , per caso, è zoppo ...povere idee e povera religione.

La decadenza di una religione non è e non potrà mai essere colpa del dio o di Dio ma deriva solo dalla presunzione interpretativa degli uomini.

Dio o il Grande Architetto dell'Universo, è sempre lassù imperturbabile e se crisi del mondo religioso vi è questa è solo dovuta agli uomini che ne detengono il potere interpretativo.

In altri tempi le stesse cose dette fino ad ora sarebbero state degne di condanna per eresia, se non lo sono è perché ,in ambito , si è giunti a nuove aperture teosofiche e teologiche.

Cosa che non è accaduta in altri momenti nella storia della chiesa cattolica allorquando, non volendo abbandonare la cosmogonia aristotelica, ha preferito condannare chi era nel giusto.

La condanna di Galileo che apportava , con le sue idee, aperture scientifiche che male si adattavano ai dogmi religiosi aprendo nuovi quesiti alla comunità religiosa, è stata significativa della miopia e dell'oscurantismo in cui viveva una chiesa che pur di affermare i suoi principi, durante il medioevo, aveva contribuito alla distruzione della cultura.

Con tutta la problematica che ne è derivata fino all'illuminismo.

Agli albori del terzo millennio sorgono nuovi quesiti e nuove necessità.

Il fu Mattia Pascal, personaggio di Pirandello, è emblematico a questo riguardo quando tra il serio e il faceto , rivolgendosi al sacerdote che riordinava la biblioteca , in un dialogo, asserisce che la colpa è tutta di Copernico perché se non avesse rivoluzionato il mondo le cose sarebbero andate bene lo stesso invece di complicare la vita agli uomini. La tesi medioevale : tacere la scienza per mistificare la Religione.

Come la terra non è più al centro dell'universo, quel che ne voglia il fu Mattia Pascal , adesso è l'uomo che non ne è più l'unico riferimento. I centri si spostano, i miti cadono e nuovi interrogativi si aprono.

L'uomo chi è da dove viene dove va. Questo è il nodo che il mondo cattolico deve risolvere per non cadere in pregressi errori o in contraddizione:

La cosmogonia delle religioni e di quella cattolica vacilla sotto la spinta della scienza e delle nuove necessità di conoscenza. L'universo non gira più intorno all'uomo che già, non considerandosi più solo, si interroga sul proprio essere.

I nemici delle religioni e della chiesa cattolica non sono i Massoni. Sono le ideologie il materialismo , il positivismo e il fanatismo religioso stesso.

I motivi dei contrasti tra chiesa e massoneria sono caduti da tempo.

La massoneria ovvero, l'umiltà con cui opera la Comunione dei Liberi Muratori, nel rispetto delle vere tradizioni massoniche rispettando le religioni indipendentemente dalle origini, si pone come valida interlocutrice ponendosi non in contrasto ma in aiuto alla spiegazione e alla interpretazione dell'universo ovvero alla giusta collocazione dell'uomo nei riguardi del Grande Architetto Dell'Universo.

I principi fondamentali cui si basa la massoneria : Libertà uguaglianza e fratellanza fanno si che ogni religione possa accedere al dialogo senza prevaricazione e con spirito di tolleranza. L'universalità di essa è garanzia di libertà di pensiero fratellanza di popoli e uguaglianza nelle diversità.

Il ristabilimento dei rapporti con la Chiesa Cattolica sono un semplice atto di civiltà . Come la chiesa, per le sue esigenze temporali, ha firmato concordati con regimi discutibili nonché è andata in visita da Fidel Castro perché non dovrebbe aprire un dialogo e un concordato anche con la massoneria tenendo presente che questa è una grande forza spirituale nel mondo?

 

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