
GRAN LOGGIA DI CONFERENZA
ORIENTE DI CATANIA - DEL 28.03.1998
IL GRANDE ORATORE
MARCELLO BELLIA
IL GRAN MAESTRO E LA PIRAMIDE DECAPITATA
La Libera Muratoria è un'Organizzazione sacra a carattere iniziatico che ha come fine il perfezionamento dell'uomo affinché egli possa innalzarsi al cospetto dell'Essere Supremo, colui che coordina e orienta tutti gli aspetti dell'esistenza umana attraverso la Legge Universale: il Grande Architetto dell'Universo.
Per arrivare a capire cosa essa sia realmente bisogna necessariamente passare attraverso la coscienza del suo essere e del suo non essere. La Massoneria è istituzione morale e non affarismo; è dedizione e non protagonismo; è impegno politico e non ricerca del consenso elettorale; è esoterismo e non sfruttamento della credulità popolare; è ricerca del soprannaturale e non fanatismo religioso.
La Massoneria è immutabile nei suoi scopi e nei suoi obiettivi per realizzare i quali deve, purtroppo, adeguarsi in parte alla realtà religiosa e politica del territorio in cui opera. Spesso, se non è applicata una rigida selezione qualitativa all'atto del reclutamento, l'adeguamento diventa coinvolgimento il quale porta come conseguenza le deviazioni che hanno inquinato la nostra storia.
La potenzialità spirituale dell'individuo è spinta alla ricerca della sua massima espressione verso lo sviluppo di uno stato di conoscenza e di consapevolezza dell'Io interiore che, forzatamente, passa attraverso un lavoro attivo d'analisi e di studio esoterico del mondo circostante. Alla ricerca di quella Luce che il neofita chiede all'atto della sua iniziazione.
La crescita dell'individuo avviene per intuizione triadica attraverso i tre momenti della conoscenza: tesi, antitesi e sintesi. Solo chi ha raggiunto la coscienza del proprio stato è in grado di operare la sintesi tra la ricerca della Luce (tesi) e la sua scoperta (antitesi) e quindi, dopo averla assimilata, di propagarla e diffonderla. Pochi, però, hanno le capacità necessarie, d'intelletto, di costanza e di coraggio, per percorrere fino in fondo il proprio cammino. Per questo la Libera Muratoria deve operare necessariamente una rigida selezione qualitativa per mantenere le proprie prerogative iniziatiche. La creazione di una rigida struttura gerarchica piramidale è quindi obbligata se si vuole tramandare e mantenere intatta la reale finalità della Libera Muratoria: lavorare per il bene dell'Umanità.
Man mano che si prosegue nell'evoluzione della conoscenza iniziatica si salgono i gradini della Piramide Massonica al cui vertice può sedere con pieno diritto solo chi ha raggiunto l'Iniziazione Sacerdotale, colui che è in grado, per il livello di conoscenza raggiunta, di "dare sacralità".
La Piramide stessa è un simbolo della sintesi che l'iniziato opera quando dalla sfera terrestre si sposta a quella celeste attraverso la propria crescita interiore. Nell'antico Egitto i Faraoni l'utilizzavano come monumento funebre proprio per indicare il loro ricongiungimento con il Dio Sole. Il quadrato, che è la base della piramide, rappresenta la terra su cui poggia; il cerchio che ha per raggio l'altezza della piramide (la cui circonferenza è uguale al perimetro della base) rappresenta il cielo cui si tende; il triangolo, il lato della piramide, è l'elemento di congiunzione tra la terra ed il cielo.
La Geometria c'insegna che l'equilibrio di una struttura piramidale, laddove i vari elementi della costruzione siano omogenei, è stabile quando questa poggia sulla base; e tanto maggiore sarà la sua omogeneità tanto più elevata sarà la stabilità dell'intera struttura.
La Piramide Massonica, invece, ha un equilibrio inverso: poiché la base è disomogenea, in quanto costituita da individui di varia capacità e di diverso livello di conoscenza, essa deve fondare il proprio equilibrio e la propria stabilità sul vertice. Maggiore sarà la conoscenza dottrinaria e iniziatica del vertice della Piramide, migliore e più duraturo nel tempo sarà l'equilibrio raggiunto.
Non a caso al vertice della gerarchia massonica è posto il GRAN MAESTRO, punto di riferimento dottrinario e fonte di luce iniziatica per tutti i Fratelli.
Se la selezione qualitativa è stata eseguita secondo criteri corretti di valutazione delle capacità muratorie, sarà stato scelto come Gran Maestro la persona più idonea a rappresentare nel migliore dei modi gli ideali della Libera Muratoria.
A questo punto si deve convenire che dargli un mandato a tempo, quindi con una data di scadenza obbligata, è un nonsenso che non ha certo origine dalla pratica iniziatica. E' un atto che potrebbe anche danneggiare l'Istituzione. Basti pensare che nella migliore delle ipotesi il Gran Maestro sarebbe sostituito da qualcuno che possiede le sue stesse prerogative: la consapevolezza e la conoscenza dei veri iniziati.
Nella migliore delle ipotesi. Il nuovo Gran Maestro, però, potrebbe non essere all'altezza del ruolo. In questo caso i danni provocati dalla sua cattiva gestione sarebbero causa di perdita di prestigio per tutta la Libera Muratoria.
In ogni caso il lavoro subirà un'interruzione. Dovrà trascorrere del tempo, infatti, perché il nuovo Gran Maestro comprenda a pieno i suoi reali poteri e apprenda le modalità operative della struttura.
Il ruolo di Gran Maestro, quindi, non è intercambiabile e la sostituzione periodica del suo vertice, per la Libera Muratoria, può divenire fonte d'instabilità come peraltro le recenti vicende nazionali ci hanno ampiamente dimostrato.
La sostituzione obbligata di un vero Gran Maestro deve essere considerata come la decapitazione della Piramide Massonica ed è nel rapido susseguirsi di Gran Maestri che può essere ricercata la perdita di rappresentatività, e quindi del ruolo etico, che la Massoneria deve avere nella società.
Qualcuno ha anche tentato, stravolgendone artatamente la sua finalità iniziatica filantropica, la secolarizzazione della Libera Muratoria, nel tentativo di arrivare alla gestione dello stato. Fortunatamente senza successo, ma con grave disdoro della Massoneria tutta, mettendo nelle mani dei nemici di sempre ulteriori armi per attaccarci.
La Libera Muratoria deve avere una struttura gerarchica piramidale stabile che non può e non deve essere messa in crisi da regole di pseudodemocrazia il cui scopo preminente sembra solo quello di dare a più persone la possibilità di alternarsi nella gestione del potere.
Tanti dimenticano che il ruolo di Gran Maestro, coronamento della vita iniziatica, proprio per la sua grandezza, è un ruolo di massimo impegno e sacrificio che coinvolge integralmente chi lo svolge con correttezza, secondo coscienza e conoscenza.
Secondo quanto previsto dalle Costituzioni dei Liberi Muratori di Anderson del 1723 il Gran Maestro veniva nominato per un anno ed aveva il potere di conservare il mandato per l'anno successivo senza limiti di tempo. Era egli stesso a decidere se rinnovare il mandato per un altro anno e qualora non avesse stabilito il rinnovo del mandato sarebbe stato lui stesso ad indicare il nominativo del proprio successore. La Gran Loggia aveva il potere di accettare la sua decisione o di nominare un altro Gran Maestro.
Il periodo di un anno può sembrare troppo breve se considerato nella sua unita', ma se valutato nella sua possibile estensione pluriennale è senza dubbio sufficiente a garantire la continuità. Al contrario se la scelta fosse risultata errata o se il Gran Maestro non avesse svolto con dignità e con decoro il proprio mandato, un periodo di tempo così breve difficilmente avrebbe provocato grossi danni di immagine.
Col tempo la carica di Gran Maestro è divenuta, per alcune Famiglie, quinquennale e non rinnovabile. Viene meno il principio, sempre attuale, indicato nell'articolo nove della parte normativa del Manoscritto di Cooke che prescriveva che nessun maestro avrebbe potuto continuare il lavoro di un altro maestro perché "solo chi lo ha iniziato ha il diritto di terminarlo e di mostrare quali siano i propri modi".
Il ritorno a regole ed valori del passato è auspicabile in breve tempo per ridare regolarità, nel rispetto di fatto della tradizione, a tutta l'Istituzione, nella sua interezza. Ciò condurrebbe anche al superamento delle divisioni che hanno frantumato la Massoneria italiana, rendendola debole agli attacchi esterni ed interni. E se nel far questo molti si allontaneranno perché non si riconoscono più nelle sue ritrovate finalità filantropiche o perché sono diminuite le possibilità di "fare carriera", non sarà certo un male. L'Istituzione diverrà più compatta e omogenea.
"Desideriamo unificata la Massoneria". Questo è un punto cardine del nostro programma, come ha indicato a chiare lettere il nostro Risp.mo Gran Maestro nella sua allocuzione per il Solstizio d'inverno del 1996.
La necessità e l'utilità di un simile evento è di facile comprensione per tutti i Fratelli e certamente non necessita di particolari spiegazioni. Non possiamo ancora presentarci frammentati e disuniti. In special modo oggi, alla fine del secondo millennio, quando barriere secolari sembrano sul punto di cadere per essere sostituite da un ritrovato spirito di fratellanza.
Che questo equinozio di primavera sia l'alba di un nuovo giorno propizio di buoni auspici per gli anni a venire, nella speranza che il terzo millennio sia foriero di una nuova età dell'oro per l'Umanità tutta.