ALLOCUZIONE DELLA GRAN LOGGIA DI CONFERENZA

ORVIETO 14-12-1997

Del Gran Maestro della CLM

GIULIO MAZZON

 

IL XX SECOLO SIA RICHIAMO ALLA SAGGEZZA

 

 

SULLA POSSIBILITA' DI FAR CAMMINARE DIRITTO UN GRANCHIO

Due anni ancora del secolo ventesimo si avvicenderanno sotto la volta del cielo ripetendo le costellazioni che lentamente si sono di poco modificate e che vedranno l'Orsa maggiore nel corso dei secoli futuri non avere più sembianza del Carro come lo configuriamo ancor oggi. In cielo diverrà un disegno tratteggiato da stelle che si sono spostate da quando i primi astrologhi le avevano osservate per la prima volta nelle notti illuni e la pietra delimitava i primi osservatori per traguardare da punti fissi i ritmi del moto degli astri. Centomila anni fa le tre stelle del timone erano disposte quasi in linea retta e le quattro stelle del carro tracciavano un trapezio con le due basi parallele notevolmente diverse sì che potevano raffigurare una grande ciotola. Fra centomila anni le tre stelle del timone tracceranno un segmento piegato ad angolo acuto e le quattro stelle del carro un triangolo scaleno allungato. Dunque la volta del cielo non è trapunta da stelle fisse e cambia l'immagine. Con lentezza di secoli e secoli, ma cambia. Le sette stelle però sono sempre state, come lo sono ancora, la guida del mondo quando il moto del sole lascia il percorso diurno.

Invece i capi di stato, gli uomini pare non modifichino il loro modo di essere . Poco più di ventiquattro mesi mancano per conchiudere il XX secolo e sarebbe bene se ne traesse un consuntivo e della storia e della filosofia e dell'etica universale allo scopo di poterne utilizzare per il bene dell'umanità gli insegnamenti che fanno l'uomo diverso dalla pietra. Sulla scorta dell'esperienza tutto va sottoposto alla revisione critica: la cultura, la filosofia oggi così diversa nella sua essenza, la politica, le scienze della società, i rapporti tra le religioni e di queste con gli stati. In occasione del solstizio d'inverno che inizia ad aggiungere luce giorno dopo giorno, in questa vigilia che ci inoltra al terzo millennio, noi Comunione dei Liberi Muratori riteniamo di dare il buon esempio sin da ora con un contributo destinato al consuntivo qui accennato. L'umanità deve apprestarsi al brindisi di buon augurio per l'avvenire considerato che lo spazio dei cieli non impedisce alla scienza di navigarlo da un pianeta all'altro, da una cometa all'altra.

La fantasia dell'uomo si è adeguata a quella più vasta ed imprevedibile della realtà sia essa fuori dall'uomo o sua emanazione.

La storia del secolo che sta per conchiudersi, a partire dal primo anteguerra 1914-1918, mette in antitesi due dati che hanno coinvolto tragicamente il mondo intero e investito milioni di cittadini sul piano dei sentimenti, delle passioni ed anche dei fanatismi.

Il primo, nell'ordine cronologico non è più remoto di cinquant'anni. Va riferito alla vittoria degli Alleati, tra i quali l'URSS epicentro internazionale del comunismo. Le armate naziste e fasciste sconfitte erano state al servizio di un'alleanza, frazione del capitalismo, più omogenea. Il loro nemico aveva combattuto per un'alleanza innaturale costituita da un'altra frazione del capitalismo e dal comunismo. Il mondo capitalistico si era schierato diviso su due campi di battaglia mondiali in una guerra senza quartiere.

La cintura sanitaria contro l'URSS sintetizza l'azione internazionale degli stati democratici e no, capitalistici e colonialisti, precedente lo scoppio della seconda guerra mondiale. Lo stato sovietico, padre non disinteressato della terza internazionale comunista, e, conseguentemente, i comunisti furono indicati all'opinione pubblica mondiale come pericolosi appestati. L'URSS fu isolata. E non é tutto poiché all'inizio del conflitto, che Hitler aveva scatenato nel 1939 contro l'Inghilterra e la Francia, sottoscrisse con la Germania il patto di non aggressione perseguendo la logica che era bene per il socialismo la scissione del capitalismo le cui frazioni si dovevano scontrare in fronti contrapposti sui campi di battaglia. Le strategie ideologiche e politiche aspramente contrapposte e nemiche, tra la Germania e l'URSS, erano apparentemente dimenticate in nome del realismo politico.

L'accordo si stipulava tra due Stati che negavano validità alle libertà ed alle democrazie parlamentari borghesi monarchiche o imperiali quali l'ottocento aveva tramandato all'Europa. Le avevano sostituite con l'inesorabile dittatura del proletariato e con quelle del nazismo e del fascismo.

Finì, l'URSS, per schierarsi contro la Germania divenendo l'alleato determinante del capitalismo che da sempre aveva indicato come causa di tutti i mali. Lo affermavano le dottrine e marxista e leninista, e stalinista. Aveva, il capitalismo, dominato e dominava il mondo intero attraverso l'Inghilterra, la Francia, le Potenze europee in generale, gli Stati Uniti d'America. L'Inghilterra fu per Marx l'oggetto principale, oltre che il prototipo del capitalismo, delle sue ricerche atte a elaborare le tesi sul capitalismo moderno non meno barbaro e disumano dello schiavismo degli antichi greci e dei romani e di ogni forma di tribù, di piccoli o grandi regni o imperi delle ere precedenti la nascita di Gesù Cristo.

Il secondo dato, dunque, si riferisce al crollo clamoroso, fine anni ottanta e di portata mondiale, degli stati comunisti definiti anche del socialismo reale. Fallimento totale del comunismo. Fanno eccezione la Cina e Cuba, ma rappresentano varianti al limite dell'anomalia. Non va dimenticato che l'URSS fu la più importante potenza vittoriosa nella seconda guerra mondiale a fianco degli USA.

Questo evidenzia che la seconda guerra mondiale punì duramente con la forza delle armi i più coerenti e determinati anticomunisti, e nello stesso tempo assurdamente liberticidi: Hitler e Mussolini. Sconfitti dagli anticomunisti alleati dei comunisti guidati e diretti da Mosca. Avevano previsto il fallimento catastrofico delle teorie comunistiche che, ciononostante, costruirono stati e sistemi. Sulla sabbia! pur conseguendo risultati clamorosi per la propaganda dalla quale l'URSS apparve come una grande potenza a livello mondiale e per tale contò in modo determinante.. Critiche e previsioni analoghe erano state avanzate sin dagli anni venti dal socialismo di ispirazione riformistica che fu ingiustamente etichettato come fascismo dai comunisti. Tanto maggiore quindi l'effetto dirompente del disastro e del crollo della ideologia che aveva costruito il primo stato al servizio del socialismo in un solo paese in attesa della rivoluzione proletaria mondiale. Ovvia la conseguente delusione in ampie aree mondiali del proletariato. Chi aveva avuto ragione sul campo della teoria era perdente sul campo di battaglia con un nemico considerato un colosso dai piedi di argilla come fu. Significava che l'edificio teorico e pratico del comunismo era inconsistente sul piano delle scienze politiche e sociali. La dissoluzione, in tutti i sensi, del comunismo comproverebbe che gli sconfitti lo erano immeritatamente. Totalmente inutili le previsioni di evidenza lapalissiana risultate tali qualche decennio dopo la sconfitta subita dalle armate dell'asse nazifascista Roma-Berlino-Tokio. Una prima deduzione: un conto è la verità provata dalla forza della logica ed un altro il predominio della forza comunque espressa. Non vanno dimenticati il Manifesto di Marx e la parola d'ordine dal quale scaturiva l'ammonimento per le classi dominanti, " Proletari di tutto il mondo unitevi ". Non si poteva pretendere che il mondo capitalistico si arrendesse senza colpo ferire. Minacciato additò il comunismo come pericolo rovinoso per la società mondiale. L'ammonimento marxiano si aggravò con la nascita della III Internazionale comunista che promuoveva il proletariato, a livello mondiale, alla direzione dell'organizzazione e dell'azione politica per l'avvento di una società nuova nel mondo e di un uomo nuovo. Né il mondo, né l'uomo hanno fatto capolino. Anzi le società subentrate al vuoto politico e del potere nei territori del comunismo o del socialismo reale hanno fatto i conti con il recesso ed il degrado umano. Pagavano, Hitler e Mussolini, con la sconfitta sui campi di battaglia la contraddizione, e quindi per l'errore, di combattere con le armi il comunismo, giudicato pernicioso anticapitalista e di combattere, nello stesso tempo, contro gli stati capitalistici con lo scopo di conseguirne l'egemonia liquidando le libertà.

Dotrinariamente non potevano essere nemici del capitalismo che li avrebbe dovuti considerare forze utili alla sua stessa area economica. oltre che filosofica, e che, invece, li surrogò con il proprio nemico, l'URSS. La grande potenza sovietica si trovò a fianco dell'occidente. In particolare dell'Europa che accoglieva in sé varie forme di libertà e di democrazia nate dalla storia dei singoli stati che le davano vita, ma coinvolti tutti dal razzismo sul quale erano state gettate le fondamenta dal colonialismo già presente nella storia sin dal 1400 con protagonista il Portogallo e proseguito sino quando confluì nell'imperialismo coloniale di Inghilterra, Francia, Germania, Italia, Belgio, Paesi Bassi, Russia, Spagna, Portogallo, ancora, e gli Usa che avevano esteso il predominio alle Filippine ed a Cuba.

Gli USA affiancarono l'URSS tardivamente a guerra avviata. Le armate di Hitler erano già sfilate in parata sotto l'Arco del Trionfo a Parigi ed erano alle soglie di Mosca. Nati da poco, gli USA, dopo una sanguinosa guerra civile. Il Nord vincitore aveva sconfitto il razzismo del Sud che faceva propria la bandiera dello schiavismo dei negri a salvaguardia della economia al servizio dei bianchi. Combatté la tratta dei negri che l'Inghilterra in particolare praticava mentre rafforzava ed ampliava il suo impero coloniale alimentando, e non poco, un razzismo a buon mercato che, più tardi, Hitler esasperò fuor d'ogni limite proprio negli anni in cui il colonialismo iniziava a tramontare. Gli Usa avevano sconfitto con le armi l'Inghilterra colonialista delle terre d'America. Il razzismo mussoliniano avvilì gli Italiani nella vergognosa persecuzione agli ebrei fondata su leggi razziali indegne per un mondo civile. Si espresse con le guerre d'Africa addolcendole con la non marziale canzonetta " Faccetta Nera". Si può considerare una beffa ironica verso i vinti ed i sottomessi. I precedenti storici dei due dati sui quali ci siamo soffermati non sono di poco conto. Le guerre del Risorgimento avrebbero dovuto insegnare che tutti hanno diritto ad una patria libera dal dominio straniero.

Dall'Italia, culla del fascismo, prese vita il nazismo che lo perfezionò, nei metodi e nella ideologia, con meticolosità tipica della cultura tedesca. Traslava dalle teorie darviniste della sopravvivenza della specie la violenza nella società civile come se gli uomini dovessero essere affidati soltanto all'istinto alla stregua di semplici animali ( la teoria nazista della razza superiore ne é controprova evidentissima ). Va considerato inoltre il periodo storico, precedente il 1914-1918, che riguarda l'Italia. Il neutralismo era in voga. Fu vanificato da tre movimenti.

Uno: contro l'egemonia tedesca. soprattutto sull'Europa. Proponeva lo schieramento dell'Italia a fianco della Triplice Intesa ( Francia, Inghilterra. Russia ) contrapposta alla Triplice Alleanza ( Germania, Austria, Italia ). Era propugnato da personalità come il Leonida Bissolati e Gaetano Salvemini entrambi già esponenti del partito socialista ed interpreti di un'ala pensiero riformista non coincidente con quello di Filippo Turati. Nello stesso alveo i repubblicani, gli irredentisti, e..Luigi Albertini direttore del Corriere della Sera quotidiano per antonomasia dell'opinione pubblica italiana.

Due: interventisti erano anche i nazionalisti ed i Nazional-Liberali. Erano definiti imperialisti poiché volevano che l'Italia si affermasse come Potenza competitiva degli Stati preesistenti al Regno d'Italia. Questa loro aspirazione fu poi realizzata negli anni trenta da Mussolini che proclamò, dopo la guerra d'Africa, l'Impero. Da notare che il Mussolini si trovò, per le guerre africane, sulla linea di Bissolati che a suo tempo aveva auspicato e sostenuto la guerra di Libia del 1911.

Tre: Mussolini lo troviamo tra gli interventisti rivoluzionari raggruppanti sindacalisti e socialisti. Ritenevano che la guerra agevolava la rivoluzione proletaria. C'è é da tenere in considerazione ancora D'Annunzio il poeta definito l'immaginifico e poi Vate d'Italia. Con lui il Poeta Marinetti capo scuola del Futurismo italiano. Tutto questo avveniva proprio nel periodo in cui il colonialismo europeo era ancora dominante.. Mussolini proclamò poi l'impero coloniale italiano nel momento meno propizio ( 1936) anche lui fuori tempo come Hitler. Il colonialismo iniziava il suo declino a causa della trasformazione dei rapporti di forza in tutto il mondo tra gli stati consolidatisi a seguito degli accordi di pace alla fine la Prima guerra mondiale. Cinquant'anni prima gli Usa si erano liberati dal colonialismo inglese.

Mussolini dunque fu figlio del suo tempo e ne realizzò le idee acquisite e che fece proprie. Erano vive in seno alle grandi masse i virtù della chiara e diffusa fama delle personalità che animarono l'interventismo ed il periodo precedente.

E fu così che nacque negli anni venti la semplificazione degli schemi politici per i quali tutti gli anticomunisti erano fascisti così come la Terza internazionale, nella sua prima fase, elaborò. Quando modificò questa semplificazione, sul piano teorico, nella prassi sopravvisse per decenni.

Tutti gli antifascisti, per converso, seguendo la logica fascista, furono classificati per comodità di linguaggio, si fa per dire, comunisti o loro amici. Ed era reato così come lo era l'essere anticomunisti nel territorio dell'URSS.

Dunque il secolo ventesimo ha offerto all'umanità ben due guerre mondiali. Altre, che si possono definire locali, non sono state poche. Il consuntivo in morti e distruzioni lo si può considerare pari a quello di una di esse. Statistiche complessive sulle due guerre, ancor oggi approssimate e non defenitive, ci danno in vittime umane 32.905.518 morti, 21.200.993 feriti, 476.746 prigionieri senza tener conto dei deportati nei campi di sterminio e di internamento. Le cifre qui indicate corrispondono alla popolazione dell'Italia intera negli anni quaranta. La seconda guerra mondiale si è chiusa sotto il sinistro bagliore delle esplosioni atomiche e con l'apparizione della bomba ad idrogeno che era tragicamente e terroristicamente molto più devastante della bomba atomica. I veri sconfitti delle due guerre non sono stati soltanto gli stati che hanno perso il confronto armato, ma i vessilliferi del socialismo in generale e della socialdemocrazia che ispiravano la loro azione al motto " guerra alla guerra ".Furono clamorosamente impotenti ad impedirle insieme a tutte le altre, grandi e no, malgrado fossero organizzati e nella Prima e nella Seconda Internazionale. La Terza Internazionale, quella comunista, pur se sorretta dalla grande potenza del socialismo denominato reale non fece trionfare la Pace, ma dovette addirittura mobilitare i comunisti a partecipare in massa alla guerra affiancando i loro nemici. E con costoro fallirono i cattolici malgrado la non trascurabile forza morale posseduta dalla Chiesa e la presenza estesa in tutto il mondo e l'influenza in numerosi Stati come dimostra la politica dei Concordati attuata dalla Chiesa ai fini di garantire l'immunità del cattolicesimo. Non ultimi quelli sottoscritti con la Germania di Hitler ( 20 luglio 1933 ) e lo stato fascista di Mussolini ( 11 febbraio 1929 ). Ne sono stati stipulati, a partire dal 1122, oltre trentuno. Lascia assai perplessi poi la considerazione che Mosca era la capitale mondiale dell'ateismo dichiarato. Chiunque lo combattesse armi alla mano era ben accetto per i non atei. La seconda guerra mondiali e potrebbe essere così classificata come guerra di religione. Lo stato maggiore hitleriano ne era convinto diversamente non si spiegherebbe perché i soldati ai suoi ordini portassero inciso sulla fibbia del centurone Got Mit Uns, cioè Dio è con noi. Non ci risulta che Lo avesse interpellato e che, tanto meno, ne avesse ricevuto assenso scritto. Ahimè! La presunzione degli uomini è incommensurabile! Eppure Pio XI fu ostile all'alleanza dell'Italia con la Germania nazista portatrice di un paganesimo nazionalsocialista come ebbe a scrivere nella enciclica " Mit brennender Sorge " nel 1937. Nello stesso anno in altra enciclica, la " Divini redemptoris ", aveva scritto: < Il comunismo è intrinsecamente perverso e non si può ammettere in nessun campo la collaborazione con esso da parte di chiunque voglia salvare la civilizzazione cristiana. >

A questo punto viene reimposto sul tavolo del mondo, sotto il segno della massima allerta, il problema vecchio quanto il pensiero conosciuto: la guerra è ineluttabile? Bisognerà rispondere decisamente no. Diversamente il futuro dell'umanità diviene aleatorio più di quanto non lo sia in vista di una probabile collusione con uno dei tanti corpi gravitanti attorno al nostro pianeta.

Quanto sin qui evidenziato fa riflettere e significa che, se si fabbricano cannoni, le bandiere ed i discorsi e la mobilitazione propagandistica attorno alla parola pace sono vanificati e perdenti. Dal 1914 al 1945 si contano 31 anni dei quali 11 il mondo intero li trascorse sui campi di battaglia delle due grandi guerre la seconda delle quali era la conseguenza della prima conchiusasi con trattati di pace non idonei a garantirla nel futuro. I venti anni che il mondo non trascorse in guerra furono dedicati alla corsa intensiva degli armamenti destinati alle distruzioni di massa che non escludevano le popolazioni non combattenti. Guerra totale la definivano i teorici dell'arte militare.Tale concezione ci riportava indietro nei secoli definiti dei barbari ove le armi non distinguevano il soldato dai bambini, dai vecchi e dalle donne. Chi sopravviveva veniva deportato schiavo.

Si è scritto e discusso tanto in quest'ultimo decennio sul crollo delle ideologie, degli ideali, dei valori. Forse l'inconscia presenza dei due dati storici qui esaminati ha suscitato la critica e la sfiducia delle, e nelle idee, attorno alle quali gli uomini si sono mossi nel corso dei secoli. Le idee però nascono dal pensiero dell'uomo. Il XX secolo pare suggerire che i grandi ideali conseguenti dalla cultura dell'ottocento, quali lo avevano pervaso e scosso con violenza inaudita, erano falsi e portatori di sventura. Eppure l'umanità, dai conflitti anche tragici che l'hanno coinvolta, ha tratto benefici di progresso tecnologico, di benessere. In questo senso la guerra è rivoluzionaria? Non credo lo sia per condurre al potere il proletariato come alcuni sostenevano. Quello russo lo conquistò sull'onda della guerra che aveva visto crollare lo Zar sconfitto. Non sempre però il progresso posta bellico è di civiltà in senso etico. La storia non pare lasci traccia nel collettivo umano ove gli ideali si avvicendano o si ripetono eguali a se stessi e con le conseguenze, negative o positive, pur esse ripetitive. Gli ideali colpevoli? No: gli uomini che li creano e li distruggono a piacimento con il fanatismo, la presunzione dell'unicità della loro verità, l'ignoranza. Einstain, come la bomba atomica sinistramente comparve sullo scenario di guerra, ebbe a dire che era venuto il momento in cui sarebbe stato necessario per gli uomini un nuovo modo di pensare. Non era uno psicologo. Diversamente avrebbe pronunciato una parola tedesca che si usa in psicologia: einstellung. Indica un meccanismo del pensiero denotante la pigrizia dell'uomo che, pur potendo attuare una strategia più efficace alla soluzione di un problema, continua a ripetersi con quella che gli è stata congeniale nel passato. Così si nullifica l'insegnamento della storia come valore di massa.

Il buon senso e la saggezza suggeriscono che gli uomini devono riuscire ad organizzare la vita sul pianeta Terra non più attraverso la conflittualità armata dalla quale esce sempre più perfezionato e sofisticato l'armamento che utilizza il tempo di pace per condizionare le industrie da apprestare al tempo di guerra. Il mondo attende di essere governato unitariamente e non più per contrapposizioni quali nel passato abbiamo conosciute e dalle quali l'unico sconfitto risulta l'uomo condannato al progresso tecnologico sopravvivendo alle distruzioni disumane delle armi.

Ed è sempre l'uomo il limite del proprio divenire mentre le stelle dell'Orsa polare obbediscono alle leggi universali che hanno richiesto qualche millennio per essere formulate. Riesce ad inquinare oltre che i mari ed i fiumi e l'atmosfera e la terra persino lo spazio attorno al nostro pianeta il solo che abbiamo per viverci. Ecco cosa scrisse nel febbraio 1994 il pilota del primo Space Shuttle, Robert Crippen, < la realizzazione della Stazione Spaziale trova il rischio maggiore negli impatti dovuti alla presenza dei detriti derivanti dalla attività umana extraterrestre >. La filosofia del Carpe Diem diviene pericolosa per tutti. Una nuova spiritualità si impone e che non sia antropomorfa.

Posso, a questo punto, rammentare, guardando alle stelle che adornano la Polare, una tradizione antica di oltre duemila anni. I Saturnali!

Erano parte viva e cultura della società nella quale riassumevano una tradizione ancor più antica. Festeggiavano l'ideale cornucopia che dalla natura collegata all'avvicendarsi delle stagioni l'umanità usufruiva. Così come noi oggi festeggiamo il ritorno dell'aumento di luce per il pianeta Terra. In quei lontani tempi gli auspici erano così formulati < quod bomum faustumque sit >.

A voi tutti che mi avete ascoltato, a tutti i Fratelli della Comunione, ai Fratelli comunque iniziati in ogni angolo del nostro pianeta e fedeli agli ideali massonici, e non dei metalli, mi sia permesso riformulare con tutta la carica magica del melograno e della forza dei secoli:

< QUOD BONUM FAUTUMQUE SIT >

ALLOCUZIONE 1996
ALLOCUZIONE 1995

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